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	<title>Stefano Novelli &#187; Articoli sulla Legge</title>
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		<title>Ma il tuo sito è legale ?</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 19:20:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Novelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli sulla Legge]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa si è parlato del P2P , un sistema di condivisione pensato da molti come un software illegale finalizzato alla condivisione esclusiva di materiale "piratato" . Ora sappiamo che tutto ciò è completamente falso, anzi, la condivisione è un ottimo strumento per evitare di riempire quei gb fondamentali dei server che si vedono costretti ad aumentare le spese per offrire, molto spesso, un servizio gratuito .

Ma adesso basta, adesso ho voglia di parlare di un altro argomento : la legalità dei siti web in Italia . Siete veramente convinti che il vostro sito sia a norma di legge ? E' vero , molto spesso capita che per anni una persona non venga "rotta" dai membri competenti, ma non credete sia il caso di informarsi prima su cosa offrite al pubblico, e poi eventualmente di iniziare a lavorare sul vostro progetto ? Procediamo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.stefano9lli.com/wp-content/uploads/2008/11/censura.gif"><img class="size-medium wp-image-108 alignleft" style="margin-left: 8px; margin-right: 8px;" title="censura" src="http://www.stefano9lli.com/wp-content/uploads/2008/11/censura.gif" alt="" width="165" height="150" /></a> Qualche mese fa si è parlato del P2P , un sistema di condivisione pensato da molti come un software illegale finalizzato alla condivisione esclusiva di materiale &#8220;piratato&#8221; . Ora sappiamo che tutto ciò è completamente falso, anzi, la condivisione è un ottimo strumento per evitare di riempire quei gb fondamentali dei server che si vedono costretti ad aumentare le spese per offrire, molto spesso, un servizio gratuito .<span id="more-105"></span></p>
<p>Ma adesso basta, adesso ho voglia di parlare di un altro argomento : la <strong>legalità dei siti web in Italia</strong> . Siete veramente convinti che il vostro sito sia a norma di legge ? E&#8217; vero , molto spesso capita che per anni una persona non venga &#8220;rotta&#8221; dai membri competenti, ma non credete sia il caso di informarsi prima su cosa offrite al pubblico, e poi eventualmente di iniziare a lavorare sul vostro progetto ? Procediamo &#8230;</p>
<p><a href="http://www.stefano9lli.com/wp-content/uploads/2008/11/info.png"><img class="size-medium wp-image-112 alignleft" title="info" src="http://www.stefano9lli.com/wp-content/uploads/2008/11/info.png" alt="" width="16" height="16" /></a> Innanzitutto bisogna fare una netta distinzione tra i vari termini che coprono l&#8217;argomento .</p>
<p>Molti associano il <strong>server</strong> al <strong>sito web</strong> , un&#8217;affermazione vera ma inesatta ; un sito web non è altro che un servizio messo a disposizione del server , e il server non è altro che un computer acceso 24/24h che da la possibilità alle persone di poter usufruire di un servizio . Di servizi ce ne sono moltissimi : quelli di posta , di updating, di gaming e anche dei siti web . Per accedere a ogni servizio il <strong>client </strong>(ossia il nostro computer) deve utilizzare un <strong>protocollo </strong>(ossia un linguaggio creato appositamente per far comunicare due computer) e di sfruttare una porta .<br />
La cosa inizia a farsi molto complessa , quindi vi rimando a uno dei miei soliti esempi ; immaginate di camminare per un corridoio , aprendo una porta entrerete nella cucina (facciamo che sia il servizio 80, quello dei siti web) , aprendone un&#8217;altra entriamo nel bagno (POP3, quello per l&#8217;invio di posta elettronica) e così via &#8230; Ora , dentro ogni stanza c&#8217;è un omino che vi offre quel servizio , ogni omino parla una lingua diversa , la maggior parte degli omini sa parlare l&#8217;inglese (in terminologia informatica un protocollo molto utilizzato come l&#8217;inglese è il <strong>TCP/IP</strong>) ma , se viene richiesto un nuovo protocollo, voi dovrete parlare in un altro linguaggio .<br />
<em>Spero di essere stato abbastanza esaustivo .</em></p>
<p>Ma perchè tutta questa palata di roba da doversi ricordare ? La maggior parte delle leggi applicabili in Italia non sono tuttavia condivise con le leggi presenti negli altri stati del Mondo . Ad esempio le leggi sul terrorismo informatico in Italia non sono applicabili su un server residente a Cuba . Certo , è possibile che gli stati possano accordarsi su molte cosaccie legali , we , non sono un avvocato , chiedete a lui XD<br />
Ricordatevi però una cosa : qualunque informazione , documento o altro residente su un server esterno dall&#8217;Italia è certamente un vantaggio/svantaggio : teoricamente (ricordatevi questa parola) non è possibile più avvalersi dei diritti imposti dallo Stato Italiano , indi è possibile cavarsela in ogni modo, ma se ad esempio sarete vittimi di una truffa questo iniziale vantaggio potrebbe ritorcersi contro di voi .</p>
<p>Non sono qui però a svelarvi tutte le cuccate che si possono fare contro lo stato , sarebbe sicuramente inesatto e fuori tema (e non voglio passarci i guai <img src='http://www.stefano9lli.com/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> ) quindi mi limiterò solo a dire <strong>cosa lo Stato Italiano non vuole che venga scritto o offerto</strong> e inoltre anche a quello che la maggior parte degli <strong>hoster vietano espressamente durante la stipulazione del contratto o della registrazione</strong> .</p>
<p>Il punto da tenere maggior conto prima di offrire un qualunque tipo di servizio è il seguente :</p>
<ul>
<li>
<h3>La persona fisica o l&#8217;ente sociale dichiara di assumersi la totale e piena responsabilità giuridica nei confronti di quanto pubblicato sullo spazio offertovi (a pagamento e non), manvelando e tenendo indenne la società che offre tal servizio da qualsiasi responsabilità, presunzione o rivendicazione o pretesa derivante dall&#8217;uso e dall&#8217;abuso dei servizi offerti .</h3>
</li>
</ul>
<p>Cosa significa ? Non c&#8217;è molto da capire . Voi vi prendete la responsabilità su tutto ciò che offrite alle persone che navigano nel vostro portale . Non solo : com&#8217;è molto spesso capitato sarete voi i principali responsabili di tutto ciò che le persone scrivono , uppano o cos&#8217;altro fanno sfruttando il vostro servizio . Dovete curarvi di ogni angolo , di ogni minimo , maledettissimo byte scritto da chissà quale idiota che vuole farvi finire nei guai .<br />
Tuttavia molto spesso capita di dover leggere i <strong>disclaimer </strong>, ossia delle <strong>&#8220;declinazioni di responsabilità&#8221;</strong> imposte da un responsabile o da chi ne fa le veci . Delle volte vengono inserite altre precisazioni e diventa a tutti gli effetti una condizione d&#8217;uso .<br />
Per averne uno è sufficiente renderlo <strong>BEN VISIBILE</strong> in qualunque pagina del sito web e , onde evitare spiacevoli inconvenienti , sarebbe opportuno integrarlo con una<strong> richiesta di data di nascita</strong> , di un <strong>pulsante che può far confermare all&#8217;utente</strong> se entrare o allontanarsi e r<strong>endere inutilizzabile il sito </strong>fintanto che non vengano accettati i termini . I modi per farlo sono davvero tanti , bastano davvero 2 righe di codice javascript , un pizzico di buona volontà e state apposto per sempre .<br />
Giusto per concludere : un disclaimer non vi salverà da tutte le situazioni : in caso di denunzia potrete presentarlo, ma se ritenuto invalido (ad esempio se ci sono dei punti non chiari o che a loro volta contraddicono le leggi) dal giudice può essere annullato e si rischia di tornare ad essere il completo responsabile del portale .</p>
<ul>
<li>
<h3>E&#8217; molto spesso vietato dagli hoster gratuito l&#8217;utilizzo dello spazio web come database di file con il solo scopo di far scaricare file (utilizzare lo spazio come server mirror) .</h3>
</li>
</ul>
<p>Siti strutturati come i vari Rapidshare, Megaupload, Mediafire e chi più ne ha più ne metta non sono disponibili nella maggior parte degli hoster gratuiti o negli host condivisi a pagamento . Per far ciò dovreste avere un server dedicato o meglio ancora un armadio dedicato.</p>
<ul>
<li><strong>Vendere in e-commerce o pubblicizzare un prodotto senza esporre (od avere) partita IVA</strong></li>
</ul>
<p>Per facilitare il lavoro della Finanza durante gli innumerevoli controlli giornalieri è in vigore una legge dal 16 Maggio 2006 che consiste nel &#8220;costringere&#8221; il responsabile del relativo sito web ad esporre in maniera visibile e nella prima pagina la partita IVA.<br />
Richiamo dunque una porzione di questa risoluzione (visionabile tra l&#8217;altro sul sito dell&#8217;Agenzia delle Entrate):</p>
<blockquote><p>.. quando un soggetto Iva dispone di un <strong>sito web</strong> relativo all’attività esercitata, quand’anche utilizzato solamente per scopi pubblicitari, lo stesso è tenuto ad indicare il numero di partita Iva, come chiaramente disposto dall’articolo 35, comma 1</p></blockquote>
<ul>
<li><strong>Il sito web non deve contenere loghi e documenti in formato digitale protetti dal copyright</strong></li>
</ul>
<p>Molto spesso (anzi, fin troppo spesso) capita che il webmaster di turno crei il suo sitarello dedicato al suo gioco/squadra del cuore/cantante preferito senza aver avuto la cautela e l&#8217;accortezza di assicurarsi che il materiale utilizzato non sia legalmente in possesso di terzi.<br />
Alcuni, addirittura, &#8220;spacciano&#8221; per ufficiale un sito che dovrebbe essere segnalato come fan-site.<br />
Sebbene in Italia non sia molto praticato il controllo da parte degli enti, è possibile che dalle mani del webmaster scappi un&#8217;informazione, una news o comunque un contenuto scomodo per i detenenti dei diritti  ed è quasi certa (sebbene venga segnalata prima con una raccomandata) l&#8217;azione legale nei confronti del responsabile (colui cioè che fa le veci di tutti i contenuti, testuali e digitali, presenti nel sito web).</p>
<p><em>L&#8217;articolo non è ancora completo, è stata pubblicata la bozza che non venne mai finita. Prometto che verrà quanto prima migliorata.<br />
Sono comunque ben accetti consigli e concetti da integrare, basta lasciare un commento, grazie! =)</em></p>
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		<title>Partita IVA necessaria in tutte le pagine del tuo sito web</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 08:44:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Novelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli per Webmaster]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli sulla Legge]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>

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		<description><![CDATA[
Se il tuo sito web fa e-commerce o anche semplicemente sponsorizza un&#8217;attività commerciale senza usufruire di applicativi per pagamenti online deve avere nella home page, e in ogni altra pagina del sito, la partita IVA visibile chiaramente.
Un esempio di sito a norma è Via dei Tigli (notare il footer in basso) .
La sanzione, qualora si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.dblog.it/public/ecommerce-carrello.jpg" alt="" width="288" height="288" /></p>
<p>Se il tuo sito web fa <strong>e-commerce</strong> o anche semplicemente <strong>sponsorizza un&#8217;attività commerciale</strong> senza usufruire di applicativi per pagamenti online deve avere nella home page, e in ogni altra pagina del sito, la <strong>partita IVA visibile chiaramente</strong>.<span id="more-386"></span></p>
<p>Un esempio di sito a norma è <a href="http://www.viadeitigli.it">Via dei Tigli</a> (notare il footer in basso) .</p>
<p>La sanzione, qualora si venga beccati a sorvolare questa legge, ammonta da un minimo di 258,23€ a un massimo di 2.065,89€.</p>
<p>E&#8217; possibile consultare online la legislazione tramite il <a href="http://www.unisi.it/ammin/uff-ragi/Fisco/DPR633-72.htm">DPR 633/72</a> , sotto il comma 1 dell&#8217;art. 35.</p>
<p>Mi raccomando ragazzi, cercate di mettere in regola i vostri siti, è una sciocchezza dover spendere tutto quel popò di soldi per una svista così stupida .-.</p>
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